Una fattoria che racconta la nostra storia

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Alle pendici del Monte Peglia, a nord di Orvieto in Umbria, c’era un casale un po’ fuori mano e nascosto dai boschi, ma era come un porto di mare dove vi confluivano giovani da ogni parte d’Italia e d’Europa.
Erano gli inizi degli anni ’80. In quel luogo era nata una Comune agricola, ed è lì che io e Dagmar ci siamo conosciuti: io venivo dalla Pianura Padana, lei da Berlino. Entrambi eravamo venuti via dalla città per ritrovare noi stessi e riprogettare la nostra vita attraverso un contatto più diretto con la natura.

Abbiamo imparato a fare il pane, a mungere, a fare il formaggio, a produrre ortaggi e verdure per il nostro fabbisogno, a fare le confetture. Non avevamo né elettricità né acqua corrente. L’ecologia e l’agricoltura biologica erano allora idee pioniere e considerate quasi ovunque poco realistiche e senza futuro, ma erano la nostra base comune di partenza.

Dopo che è nato il nostro primo figlio (nato in casa con l’assistenza di una ostetrica) sono sorte alcune esigenze tra cui la più importante era di avere uno spazio di intimità familiare che lì era difficile avere per cui abbiamo deciso di lasciare la Comune e di iniziare una nuova esperienza senza rinunciare alle idee che fino allora erano state alla base del nostro agire.
Con l’aiuto dei nostri genitori, abbiamo acquistato un podere incolto da diversi anni e una casa diroccata, non troppo lontano dagli amici che vivevano nella Comune.
E’ il luogo che adesso abitiamo.
Abbiamo iniziato a ristrutturare la casa e a coltivare i terreni.
I miei maestri sono stati prima di tutto i vecchi contadini e abitanti del posto, ma contemporaneamente anche i libri sull’agricoltura biologica e biodinamica e lo scambio di esperienze e gli incontri periodici con alcuni amici che come noi condividevano gli stessi ideali.

Con il solo reddito agricolo non saremmo stati in grado di mantenere la nostra numerosa famiglia (nel frattempo erano nati altri tre figli, in una casa però con acqua corrente ed elettricità) e pertanto agli inizi degli anni novanta abbiamo pensato di integrare la nostra economia con l’agriturismo.
Per alcuni anni abbiamo costruito e ristrutturato, ed attualmente vi sono 3 appartamenti, una grande sala per gustare cibi sani e tipici o per svolgere attività ricreative e culturali.
Vi è una piscina con nuoto controcorrente e con acqua senza cloro; una sauna ecologica posta all’interno di una grotta nel bosco e riscaldata con fuoco a legna; un laboratorio di tessitura a mano. Un orto e un frutteto i cui prodotti vengono offerti gratuitamente ai nostri ospiti.
La fattoria è anche dotata di sistemi di energie rinnovabili che la rendono autosufficiente dal punto di vista energetico.

Dal 2005 in collaborazione con due persone formate nel settore ci siamo proposti come fattoria didattica e recentemente due componenti della famiglia hanno partecipato ad un corso abilitativo regionale.
Attualmente stiamo progettando altri percorsi didattici: con le energie rinnovabili, la cui produzione copre completamente i fabbisogni della nostra fattoria e con gli animali, in particolare con gli asini.
E così ci sembra che si coniughi mirabilmente il nuovo con l’antico.

Dario, Dagmar, Jordie, Jennifer, Judith e Julia Montevecchi
Fattoria Biologica Walden (Ficulle, Terni)

Ringraziamo Dario e Dagmar per averci raccontato la propria storia, una dichiarazione d’amore per la natura ed il suo ritmo originario! Se anche tu sei un proprietario di una struttura rurale e desideri raccontarci la tua di storia, inviaci una mail blog [chiocciola]toprural.it. Saremo contenti di darti voce nel nostro blog!



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