Le fattorie didattiche: impariamo dal nostro passato

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Le fattorie didattiche non sono una moda, sono una necessità. Sono la mano che il mondo rurale tende alla città, troppo concentrata su una modernità che, quando non sostenibile e smart, mette sempre più in luce tutti i suoi problemi legati ad inquinamento, stress e perdita di contatto con la realtà e la natura.

Le fattorie didattiche sono la nostra “scuola di riabilitazione” verso il mondo rurale, verso i tempi della natura e del lavoro dei campi. Ci insegnano il ritmo dell’agricoltura, attività antiche e sconosciute ai più: la preparazione dei formaggi, la lavorazione della terra e la raccolta dei suoi frutti, il rapporto quotidiano con gli animali della fattoria. Ci immergono in odori e sapori che, forse ora sconosciuti, hanno accompagnato le giornate delle generazioni precedenti alla nostra.

Un po’ di storia e di numeri. L’idea nasce nei paesi del nord Europa agli inizi del ’900 seguendo i principi del movimento americano delle 4H (Head, Health, Heart, Hand): lo sviluppo armonico di ogni individuo potrà essere raggiunto solo facendo lavorare assieme la testa, la salute, il cuore, le mani. L’esperienza si è lentamente diffusa nel resto d’Europa fino ad arrivare in Italia verso l’inizio degli anni ’90. Secondo l’ultimo censimento ufficiale realizzato nel 2011 dalla Coldiretti, sono 1.189 le fattorie didattiche italiane, concentrate specialmente in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Puglia

Come si diventa fattoria didattica? Le fattorie didattiche sono rivolte ad un pubblico molto ampio, che va dalle scolaresche alle famiglie con bambini, ma anche ai gruppi di amici in fuga dalle città per una scampagnata in campagna. Le aziende agricole ed agrituristiche che hanno intenzione di offrire servizi didattici devono rispettare una serie di indicazioni e prerogative imposte a livello regionale dalla “Carta della Qualità“, regolamenti che disciplinano aspetti importantissimi e fondamentali per “l’apertura al pubblico” delle attività rurali come igiene, copertura assicurativa, presenza di spazi adatti all’attività di laboratorio e di informazione, formazione specifica degli agricoltori e degli istruttori. Un esempio? Ecco la Carta della Qualità del Piemonte (Link a file PDF).

Qualche esempio.
L’agriturismo “Il Pratone”, a Montegemoli (Pisa), ti farà partecipare alla lavorazione del formaggio o alla mungitura del bestiame, ai corsi di cucina contadina come di agricoltura biologica.
L’agriturismo “Baglio Antico” a Fulgatore (Trapani) ti guiderà alla scoperta dell’azienda rurale biologica, specializzata nella produzione di vini ed oli di Sicilia.
L’agriturismo “Terra di Vento” a Montecorvino Pugliano (Salerno), con le sue visite guidate alle cantine ed ai vigneti dell’azienda agricola, ti accompagnerà nelle sessioni di degustazione del vino e dell’olio extra-vergine di oliva, magari dopo una lezione di equitazione nel maneggio della struttura.
Nell’agriturismo “Neulè”, a Dorgali (Nuoro), potrai invece assistere ad un rituale magico ed antichissimo: la tosatura a mano delle pecore, pratica inusuale e che ci riporta veramente indietro nel tempo.

Sono tante le strutture rurali che in Italia ti potranno guidare alla riscoperta del mondo rurale, dei suoi rituali ciclici e e delle sue tradizioni. Vuoi scoprire qual è la struttura più vicina a te? Su Toprural trovi un filtro dedicato, per visualizzare con un solo click tutti i nostri agriturismi con fattoria didattica!



Pubblicato in: Turismo rurale

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