Gli acquedotti Romani, riscopriamo l’acqua pubblica dei nostri antenati.

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Oggi vogliamo rendere tributo ad una pagina importante della storia italiana proponendovi un viaggio nelle zone degli antichi acquedotti romani che, come in un ritorno nel tempo, sorgono ancora come funghi di pietra in tutta Italia. Il parco degli Acquedotti a Roma
Tutti gli acquedotti portano a Roma! Ben undici sono gli acquedotti romani che rifornivano, e in qualche caso riforniscono, la Capitale. Costruiti tra il 312 a.C. al 226 d.C., il più lungo, l’acquedotto Aqua Marcia, era lungo 91 km e riforniva direttamente l’Aventino. Una parte ben conservata dell’acquedotto è visibile a Tivoli, considerata più antica della stessa Roma e che conserva moltissime ville antiche e reperti archeologici. Ti consigliamo in zona l’agriturismo “Il Casale dei Fiori“, punto di partenza per splendide passeggiate tra le ville romane.

Il Parco Naturale dell’Appia Antica è una enorme zona archeologica. Lungo l’omonima via, la più antica del mondo, è stato creata una zona protetta di 3.300 ettari nei territori dei comuni di Roma, Ciampino e Marino. Splendido ed interessante il percorso guidato per le numerose ville romane, le strade antiche, le tombe, i vari acquedotti che attraversano la zona, come l’Acquedotto Claudio. Una sezione del parco dell’Appia Antica è denominata “Parco degli Acquedotti“, in quanto attraversata da ben tre strutture differenti.

In Abruzzo. In provincia di Chieti, a San Salvo, nasce il Parco Archeologico del Quadrilatero. Antico e vivace porto romano verso i Balcani, dal quale partivano i rifornimenti verso le truppe impegnate nelle campagne d’oriente, la zona è ricca di antiche ville e reperti dell’epoca, tra cui uno splendido acquedotto a ipogeo, tenuto oggi, ed è un peccato,  in un non perfetto stato di conservazione.

In Umbria. Lungo le pendici del monte Subasio, nel versante di Spello, è presente un antico acquedotto romano da poco restaurato, che si allunga verso il paese tra tratti interrati e altri in superficie ed elevati.  Lungo questo sinuoso tragitto è stato creato un percorso di trekking di più di quattro chilometri che gode di splendide viste sulle vallate umbre.

In queste settimane si è tornati a parlare molto della risorsa acqua e della gestione del moderno sistema  degli acquedotti. Il decreto Ronchi (153/09) e varie recenti conversioni in legge obbligano gli enti locali che gestiscono i molti acquedotti del Belpaese a liberalizzare il settore pubblico dell’acqua. Un settore che ha sempre necessitato di maggiori controlli contro gli “inevitabili” sprechi, di un prezzo giusto di vendita al pubblico della risorsa e di una maggiore organizzazione, si troverà ad essere affidato a privati e quindi a logiche di mercato, efficienza ed efficacia. Vedremo come andrà a finire, i dubbi ovviamente sono tanti e riguardano sopratutto un probabile aumento delle tariffe. Qual è la tua opinione? Qual è il futuro, così glorioso ai tempi dei romani, dell’acqua in Italia?

La foto è tratta dal Wikipedia del Parco degli Acquedotti

Passeggiate: il Parco degli Acquedotti | Escursioni a San Salvo | Lungo l’Acquedotto a Spello



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