In vacanza proteggiti: scegli bene la plastica da usare

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Pensa ad un oggetto che usi per pochi minuti ma che può durare anche cent’anni, un oggetto di cui si fa largo uso in estate durante le vacanze tra supermercati, mercatini, in campeggio o in agriturismo, nelle piccole spese d’emergenza (“Hai portato la crema solare? Altrimenti la compriamo in questo negozietto vicino alla spiaggia“). La busta di plastica.

Oggetto chiaramente essenziale, sempre utile, poco ingombrante. Ma parliamo pur sempre di plastica: derivato del petrolio, inquinante, poco biodegradabile ed in tempi lunghissimi. Una catastrofe per l’ambiente. Ma esistono alternative fattibili?

Varie direttive Europee hanno obbligato gli stati membri a attivarsi in materia e la legge italiana, risalente al 2006, ha già conosciuto diverse proroghe al divieto di commercializzazione delle normali buste della spesa. Il termine attuale, sempre in equilibrio precario, dovrebbe essere il 31 dicembre 2010. Queste potrebbero essere le nostre ultime vacanze in compagnia delle inquinanti borse di plastica, ma perchè non anticipare l’obbligo per una buona causa ecologica? Quali sono le alternative?

  • Le buste in Bioplastica. Del tutto simili alle buste tradizionali, sono fabbricate a partire da materie prime vegetali come la farina o l’amido di mais, di grano o altri cereali. I vantaggi? Non è necessario il riciclaggio in quanto possono essere depositate in discarica, biodegrandandosi in un tempo accettabile e non inquinando: si evitano così anche le emissioni provocate dai centri industriali di riciclaggio. Al biodegradarsi questo tipo di plastica produce concime! Torna cioè allo stato originale. Questo materiale garantisce un alto livello di igiene: i prodotti alimentari tendono ad assorbire le sostanze presenti nel contenente in cui sono depositati, in questo caso assorbirebbero amidi alimentari e non tossici.
  • Le buste in carta rigida. Già molto diffuse negli Stati Uniti (sicuramente avete in mente le buste del supermercato di Apu nei Simpson), le buste in carta rigida si possono riutilizzare varie volte e sono riciclabili. Sono però, non avendo le classiche “orecchie”, scomode da trasportare quando piene di materiale. Se non utilizzate correttamente si rompono in poco tempo, generando quindi rifiuti, in ogni caso enormemente più sostenibili della plastica.
  • Le buste di cotone o in materiali semirigidi. Molte catene di vendita hanno già da tempo introdotto questo nuovo tipo di buste. In cotone o in plastica telata, possono essere riutilizzate innumerevoli volte, sono comode, occupano poco spazio quando vuote. Spesso, per rendere l’alternativa più attraente, queste buste vengono anche decorate o colorate, diventando oggetti di culto. Sono molto diffuse in nord-Europa.

Sembra oramai chiaro, e sarà un bene per tutti, che presto non vedremo più in circolazione le normali buste di plastica. E tu, le usi ancora o sei già passato dalla parte della Terra? Raccontacelo!

Attivati: Firma l’appello “Stop ai sacchetti di plastica
La fotografia è della galleria in Flickr di Wallyg.



Pubblicato in: Ecologia

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