Come riscaldare (e raffreddare) la tua casa con la geotermia

.

Gasolio, metano, GPL: ma quando la finiremo di chiedere alla Terra risorse energetiche e restituirle inquinamento? È un po’ come quell’amico che si autoinvita a cena da voi ogni sera e non sparecchia. Sareste contenti?
E se vi dicessimo che una ventina di metri sotto la vostra sedia esiste una zona rocciosa che mantiene tutto l’anno la stessa temperatura e grazie alla quale è possibile riscaldare e raffreddare edifici ed appartamenti?

Stiamo ovviamente parlando della geotermia domestica, uno stratagemma semplice ma geniale per sfruttare il calore che la nostra stessa Terra rilascia in forma costante. Il ragionamento non fa una piega: sfruttare una risorsa continua, anche più del solare, per climatizzare un ambiente, in estate come in inverno.

L’impianto è composto da diversi moduli: le sonde geotermiche, la pompa di calore e le strutture di distribuzione. Le prima sono dei tubi, per lo più verticali ma anche a serpentina, che si perdono nel sottosulo per una profondità variabile, da 20 ai 300 metri, e dentro i quali scorre l’acqua che soffrirá lo scambio termico con la roccia. La pompa di calore, con un piccolissimo utilizzo di elettricità, fa crescere o diminuire la temperatura dell’acqua in risalita di quel poco che basta per raggiungere la temperatura desiderata. Le strutture di distribuzione sono la destinazione finale dell’acqua riscaldata o raffreddata. Si tratta di pannelli installati sotto il pavimento o nelle pareti, o anche radiatori a bassa temperatura. È sconsigliato utilizzare i normalli termosifoni in quanto, richiedendo alte temperature per risultare efficienti, farebbero lavorare troppo la pompa di calore, vanificando lo sforzo.

I vantaggi. Secondo studi dell’Enel, praticamente tutto il territorio nazionale si presta all’installazione di tali impianti. Anche per quest’anno sono inoltre presenti agevolazioni fiscali in finanziaria. L’ammortamento dei lavori avviene in massimo 5-6 anni ed il rendimento è di quasi 100 anni, garantendoti totale indipendenza da altre fonti energetiche, inquinanti ed in esaurimento. E poi, che bello poter girare in casa scalzi in pieno inverno!

Svantaggi. Certamente parliamo di un importante onere di partenza, sui 20 mila euro. Non conviene montare l’impianto in strutture già esistenti ma solo in caso di riforme integrali o case di nuova costruzione. Sconsigliato l”utilizzo dei radiatori che tutti conosciamo, che finiranno quindi in soffitta.



Pubblicato in: Ecologia

Tags: , , ,

Post relazionati

  • Un anno in una sola busta (di spazzatura)
  • La casa ecocompatibile è aperta a tutti: 8 regole basiche da seguire
  • In vacanza proteggiti: scegli bene la plastica da usare
  • Pubblica un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    Potrai usare il seguente codice HTML:
    <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

    *


    1. Gregorio dice:

      Interessante argomento, molto. Per l’esistente è antieconomico, va bene, ma se si volesse “geotermizzare” almeno la tromba di scale/ascensore di un condominio, converrebbe?