Crescono gli agriturismi, specialmente in montagna: i nuovi dati ISTAT

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Gli agriturismi in Italia sono 20.413. È questo il primo dato diffuso dall’Istat in occasione del report annuale sul settore agrituristico, un dato che sottolinea un aumento delle strutture rurali del 2,2% in un anno.

L’effetto della crisi. Il settore agrituristico sembrerebbe non subire la crisi economica al pari di altri comparti produttivi del Paese: dal 2010 al 2011, a fronte di un numero di cessazioni d’attività praticamente invariato (748 di media), si registra un rallentamento nel numero di nuove strutture autorizzate, che passano da 1.701 a 1.189. Si segnala quindi l’apertura di meno agriturismi, passando da 5 a 3 strutture al giorno di media, ma si è continuato comunque a crescere.

Dove fiorisce l’agriturismo. Dal 2003 al 2011 gli agriturismi con alloggio, quelli cioè della tipologia presente su Toprural, sono cresciuti del 55,7% passando da 10.767 a 16.759 unità. Questa tipologia di agriturismi, che rappresenta l’82% del totale nazionale, è cresciuta dell’1,5% in un anno, offrendo più di 210 mila posti letto.
La Toscana si conferma prima regione, con 4.091 strutture rurali in questa tipologia, seguita dal Trentino-Alto Adige (2950) e dall’Umbria (1.213). Troviamo meno agriturismi con alloggio in Valle d’Aosta (41) e Molise (62).
In termini assoluti invece l’agriturismo è più diffuso in territori collinari-montani, dove troviamo l’85% del totale dell’offerta.

Aperture e cessazioni. L’incremento maggiore di nuove strutture tra il 2010 ed il 2011 si è avuto nel Nord-ovest (+5,6%) e nelle Isole (+3,6%) mentre il maggior numero di agriturismi chiusi si è riscontrato in Toscana (115 strutture in meno rispetto al 2010) ed in Basilicata (qui troviamo 102 strutture in meno, chiusure in gran parte dovute al mancato rispetto del regolamento regionale).

L’agriturismo è sempre più rosa. Dallo studio dell’Istat si rivela un notevole aumento delle strutture rurali gestite da donne, cresciute del 6,2% in un anno. A conferma dell’andamento la gestione maschile, praticamente invariata, che registra un aumento dello 0,1%. La maggiore concentrazione è in Umbria, con il 46,3% di strutture rosa, ed in  Toscana, dove il 41% degli agriturismo è gestito da una donna. Per quanto riguarda le variazioni annuali troviamo i picchi di gestione al femminile in Piemonte, dove in un anno l’incremento è stato addirittura dell’87%, ed in Emilia-Romagna (+17%). Andamento addirittura in negativo per la Basilicata, con un -39%, ed in Valle d’Aosta, dove la diminuzione è stata del 6,3%.

Il report pubblicato da Istat con cadenza annuale è un documento interessantissimo ed essenziale per studiare le tendenze del settore, chi fosse interessato può consultare lo studio completo (file PDF, 367 KB) e la serie di tavole (file ZIP, 36 KB) direttamente dal sito dell’istituto nazionale di statistica. Ci piacerebbe conoscere le vostre impressioni in merito.



Pubblicato in: Turismo rurale

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