La Sardegna non è solo Billionaire

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Il turismo di massa segue le autostrade, gli aereoporti, i grandi centri turistici e le spiagge attrezzate. Se promettete di non spargere la voce, oggi vogliamo parlarvi di un angolo di Sardegna che ha saputo ripararsi dai grandi flussi del turismo massificato, confondendosi nella verde e rigogliosa macchia mediterranea, deviandoli verso altre destinazioni della splendida isola.
Il sud-ovest della Sardegna è tutto questo.
Nemmeno il tempo di chiudere gli occhi in aereo che in un’ora si è a Cagliari. Una volta qui consigliamo di muoversi in auto anche se, ve lo assicuriamo, vi tornerá utile un buon paio di scarpe comode.

Non abbiate fretta di farvi un bagno! Una sosta obbligata è il Parco del Sulcis, area naturale protetta, nel quale si sviluppa la zona di macchia mediterranea più vasta d’Europa. Ricca anche la fauna: con un po’ di fortuna potrai osservare il cervo sardo, il daino, il cinghiale e la volpe sarda. In zona potrei pernottare nell'”Agriturismo biologico Fighezia“, con i suoi talleur e corsi pratici, e nell’agriturismo “Su Trabì“, con il suo orto e la sua fattoria.

Deviando a sud verso la costa si arriva a Pula, piccolo comune di mare, nel cui territorio sorge il parco archeologico di Nora, antica città nuragica e sardo-fenicia e primo capoluogo romano nell’isola. Consigliamo vivamente la visita agli scavi.  A pochi chilometri dalla zona di Nora sorge l’agriturismo e azienda agricola “Sa Tiria“.

Continuando la discesa per la costa, direzione ovest, arriviamo all’isola di Sant’Antioco che, assieme a quella di San Pietro e all’isola Piana, formano l’arcipelago del Sulcis. Unita alla terra ferma con uno stretto istmo, l’isola è famosa per le profonde tracce della civiltà fenicia, ben raccolte nel museo comunale “Ferruccio Barreca“. Di origine vulcanica, Sant’Antioco si caratterizza per scogliere rocciose nel suo lato al mar aperto e per spiagge di sabbia fina nel suo lato più vicino alla Sardegna. Sulla stessa isola troviamo la casa vacanze “I Ciclopi“, con le sue splendide e rilassanti viste sulle scogliere.

Tornando leggermente su nostri passi, seguendo la costa che fino a poco tempo fa una ospitava il rito della pesca artigianale del tonno rosso, si arriva a Porto Pino, con la sua spiaggia bianca di 5 chilometri che, anche se a tratti abbastanza turistica, mantiene ancora alcune zone incontaminate e poco frequentate. A poca distanza dal centro di Porto Pino troviamo due spiagge più riparate dal vento che sferza nella zona, le spiagge di Porto Pinetto e Cala dei Francesi, due piccoli angoli di paradiso con vista sull’isola di Sant’Antioco.

Tutta questa zona della Sardegna nasconde splendide spiagge isolate,  piccole calette, suggestivi borghi e zone incontaminate dove poter rilassarsi distanti dalla confusione. E Tu? Qualche dritta da suggerire? Confidacelo nei commenti, non lo diremo a nessuno :-)!

La foto (C.C.) appartiene al Flickr di CristianoCani.



Pubblicato in: Itinerari, Turismo rurale, Viaggi

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    1. Porto pino è la spiaggia della mia infanzia,. ma “da grande” quando ho lasciato la bici, mi sono allontanato un pò di più!!! sono gelosissimo di questi posti, che purtroppo dureranno ancora poco, (già qualche scempio edilizio si comincia a vedere…) che direste, nel vedere la splendida costa di Teulada? in inverno e primavera Piscinnì è ancora il regno di una bellissima mandria di mucche, che si gode quella splendida spiaggetta fra cisti, asfodeli e ginestre fiorite…e Tuerredda? è vero… da far conoscere a chi veramente se lo merita e rispetta la natura di questi luoghi.chi avrà la fortuna di poterli ammirare in maggio e giugno,questi luoghi potrebbero dare idea, a chi è capace di “vedere” cosa era il paradiso terrestre!!!!


    2. Gregorio dice:

      Porto Pino ha qualcosa di diverso. A me è piaciuto molto, ma ho notato che chi è stato li conserva un’ampollina con la sabbia bianchissima e finissima Sembra quasi un egno distintivo.